C1 – GIRO DEL MONTE CUSNA (impegnativo +)

C1 – GIRO DEL MONTE CUSNA (impegnativo +)
(Mountain Bike)

BC/BC, L 52 Km, Disl.+ 2.000 m, q min/max 825/1.760 m s.l.m.

Partenza da Ligonchio sulla strada provinciale SP 18 verso il P. di Pradarena. Dopo l’Oratorio di San Rocco, si svolta a sx sulla strada per Presa Alta e Lama Lite (CAI 633). Si consiglia di seguire la strada asfaltata fino al Ponte di Rimale, perchè al momento il comodo, pianeggiante e bellissimo sentiero detto “Decauville”, è chiuso da un’Ordinanza Comunale. Si prosegue sulla strada bianca fino a Presa Alta, Bosco delle Veline, Forcone dell’Ozola e al Rifugio Bargetana, Lama Lite, sul bivio per il Rifugio C. Battisti. Si scende a dx sulla strada bianca fino al primo bivio, dove si deve svoltare a sx e passare il ponte sul Rio Lama. Si prosegue sulla strada verso Civago per 4,5 Km e si gira a sx nei pressi della fontana costruita dagli abitanti di Civago. Si sale lungo la carraia ripida e dissestata e si deve girare, prima a dx e dopo a sx, mantenendosi in quota. Si prosegue sulla strada forestale che scende con tratti bagnati e al bivio successivo si gira a sx sulla carraia/sentiero CAI 611, passando dalla piana delle Lame Matte e arrivando poi a Pian Vallese. Si scende a Rescadore di Febbio dalla strada (il sentiero CAI 615 è molto sconnesso) e all’incrocio di Rescadore si volta a sx dopo il ponte e la fontana, per salire su una strada bianca a Lama Golese. Si proseguire sul sentiero CAI 609 e poi sul 617 (tratto tecnico), superando il ponticello pedonale, per arrivare alla Peschiera Zamboni. Si scende verso Roncopianigi sulla strada asfaltata e si gira a sx per Monteorsaro e, appena superato il paese, si svolta a sx superando il Rif. Monteorsaro. Si prosegue sulla strada bianca fino al Passo Cisa e poi si scende a dx verso Montecagno, inserendosi sulla strada asfaltata. Dopo circa 1.750 m fare attenzione ai segnavia CAI della carraia/sentiero 609, dove occorre svoltare a sx e proseguire fino a Casalino. Scendere sulla SC fino alla SP 59, svoltare a sx al primo e al secondo bivio (SP 18), per tornare a Ligonchio.
Possibili varianti:
C1-1, (BC), solo in bassa stagione, circa 200 m dopo Lama Lite si imbocca a sx il sentiero CAI 631 e si csendere al Ponte del Rio Lama;
C1-2, (TC), all’incrocio di Rescadore si prosegue sulla SC asfaltata verso Febbio e si gira a sx sulla SP 99 per Roncopianigi e Monteorsaro;
C1-3, (BC+) al Passo Cisa seguire il segnavia CAI 609 fino a Casalino: il sentiero è molto sconnesso e tecnico;
C1-4, (TC), sulla strada asfaltata in discesa proseguire per Montecagno, passare oltre il paese e girare a sx sulla SP 59/18 fino a Ligonchio.

Ristori: Ligonchio, Rifugio Bargetana, Rifugio C. Battisti (CAI), Rescadore, Rif. Monteorsaro, Montecagno.
Fontane: Ligonchio, Presa Alta, Rif. Bargetana, Rif. Battisti, bivio su strada per Civago, Pian Vallese, Rescadore, Rif. Monteorsaro, Passo Cisa, Montecagno, Casalino.

Percorso ad anello tutto pedalabile su strade asfaltate (25%) e carraie (75%), di elevato impegno fisico per la lunghezza e medio impegno tecnico. Solo il tratto tra Lama Golese e la Peschiera Zamboni (0,9 Km, evitabile con la var. C1-2) presenta un livello tecnico superiore (BC). Oltre Tarlanda si gode di una bella panoramica sulla Valle dell’Ozola, sulla Pietra di Bismantova, sul Monte Cusna/Prado e su Lama Lite-Bargetana. Si attraversano boschi cedui e fustaie di faggio imponenti (Bosco delle Veline) e si passa accanto alla diga Enel di Presa Alta. Dopo il Rif. Bargetana iI percorso prosegue verso Lama Lite, sullo spartiacque tra le valli del Dolo e dell’Ozola, oltre il limite del bosco e ai piedi del versante nord del Monte Prado (2.054 m s.l.m.). Il toponimo “Lama” indica una morfologia a conca, mentre “Lite” deriva dalle liti per il possesso dei pascoli tra i Garfagnini di Soraggio e i Lombardi di Gazzano-Civago. Sopra alla strada, si può visitare il Lago della Bargetana, nella bella valle glaciale coperta da praterie e mirtillaie. Da Lama Lite si scende nell’Abetina Reale, antica foresta possesso dei Duchi d’Este nel Ducato di Modena e Reggio, prima dell’unità d’Italia. Tra la fontana e la Peschiera Zamboni si attraversa il versante periglaciale nord est della dorsale Ravino-Cusna, con diverse zone umide e laghetti, sfruttati a scopo turistico a Pian Vallese e alla peschiera (ex rifugio CAI). Oltrepassato il borgo pastorale di Monteorsaro e il rifugio omonimo, si sale tra i faggi al Passo Cisa, passando sotto alla linea ad alta tensione detta “Val d’Arno” che parte da Ligonchio. Alcune falde di detrito che scendono dal M. Cisa mettono in bella mostra i massi di arenaria macigno franati a valle.